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    Alla luce della discussione complessiva plenaria l’azienda mostra una prevalenza delle sostenibilità sociale ed ambientale. La sostenibilità economica, invece, risulta fortemente influenzata dalle prime due in quanto, l’imprenditrice, nella consapevolezza della produzione di un prodotto di ottima qualità va a conferire un plus valore al prodotto attraverso l’amore per la tradizione, il senso di appartenenza e il valore che attribuisce alla terra.

    Per quanto concerne gli aspetti delle sostenibilità sociale ed ambientale, il gruppo ha rilevato che le variabili principali risultano essere le buone pratiche agricole, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, il risparmio idrico di acque di vegetazione utilizzata nell’estrazione dell’olio, coltivazione di cultivar autoctone (preservazione della biodiversità), creazione di reti sociali, collaborazioni con enti pubblici, valorizzazione del territorio attraverso il prodotto, ecc.

    La sostenibilità economica invece si declina attraverso l’adesione alla misura 4.1.A del PSR, rapporto diretto venditore – acquirente, attività di contoterzismo, vendita degli scarti di produzione (visti nell’ottica del riutilizzo sostenibile) e l’innovazione tecnologica.

    Entrando nello specifico della sostenibilità ambientale, questa si compone di diversi aspetti non di poco spessore. Alla luce della crescente preoccupazione in tematica ambientale, l’azienda attua strategie virtuose nel campo del riutilizzo e riciclo degli scarti di lavorazione e potatura, oltre all’utilizzo di cultivar autoctone e alla produzione di energia attraverso il fotovoltaico.

    L’adesione alla misura 4.1.A del PSR ha permesso un ammodernamento delle attrezzature aziendali e in particolare l’acquisto di un protoreattore (Pieralisi), consentendo così un risparmio idrico pari al 50% rispetto alla precedente attrezzatura utilizzata. Inoltre, l’acqua risparmiata viene riutilizzata in campo attraverso l’irrigazione. L’azienda adotta delle buone pratiche agricole nella gestione agronomica dell’oliveto; come ad esempio sfalcio e trinciatura dei residui di potatura. La coltivazione di cultivar autoctone è estremamente importante per la conservazione della biodiversità, in quanto l’introduzione di specie alloctone genererebbe un alto livello di ibridazione tra esse e quindi una diminuzione del livello di biodiversità.

    Nell’ambito della sostenibilità economica, l’azienda aderendo alla misura del PSR sopra menzionata, ha potuto operare un cambio della linea di lavorazione passando dal sistema discontinuo a quello continuo; questo ha portato ad una riduzione dei costi di produzione, un aumento dell’efficienza produttiva nonché della qualità del prodotto finale. I prodotti di scarto della lavorazione delle olive (sanse) rappresentano una ulteriore risorsa economica per l’azienda, in quanto vengono conferiti ad aziende terze che provvedono al loro smaltimento. Il prodotto finito viene fatto conoscere al consumatore finale attraverso fiere, esposizioni di settore, social o semplicemente attraverso il passaparola, permettendo la creazione di un fidelizzato mercato di nicchia, evitando la vendita alla GDO.

    La sostenibilità sociale si esplica mediante diverse pratiche, che hanno tutte a che fare con la promozione del prodotto attraverso la valorizzazione del territorio e la creazione di emozioni nel consumatore. L’etichetta, evocativa del territorio, ricorda i colori tipici della Puglia instillando nel consumatore i ricordi dell’esperienza vissuta in azienda; inoltre, ad ogni visita viene associata una degustazione.

    Per promuovere ulteriormente il territorio, l’azienda suggerisce ai propri ospiti dei luoghi da visitare e dei locali in cui poter apprezzare i prodotti tipici della terra di Bari, creando così meccanismi virtuosi tra imprenditori e allo stesso tempo aumentando il tornaconto degli stessi.

    Lodevoli sono le collaborazioni che l’azienda instaura con gli enti pubblici, come ad esempio l’attuale collaborazione con l’Università di Bari che mette a confronto diverse tipologie di gestione agronomica dell’oliveto. In particolare, viene confrontata la conduzione biologica con il minimum tillage e vengono applicate tre diverse intensità di potatura al fine di osservare gli effetti sull’alternanza di produzione.

    Apprezzabile, e non scontata, è la scelta di avvalersi di operai originari del posto per creare un benessere collettivo nella zona di Bitonto (BA).

    Poiché prevalgono alcuni aspetti della sostenibilità, la conclusione è che l’azienda si dimostra complessivamente mediamente sostenibile.

     

     


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